Milano, 14 novembre 2007

Rivoluzionario passo in avanti nella cura del diabete, una delle malattie più diffuse ed invalidanti al mondo. E’ grazie alla chirurgia che milioni di persone potranno porre fine alla dipendenza dall’insulina e ritornare in breve a livelli normali di glicemia. Basta diete e attività fisica sproporzionata, quindi, ma soprattutto basta gravi complicazioni cardiovascolari, renali, oculistiche e spauracchi di amputazioni degli arti inferiori.

È quanto emerge dal primo studio pilota nel mondo, realizzato proprio in Italia, presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria San Martino di Genova dal professor Nicola Scopinaro, Ordinario di Chirurgia Generale dell’Università di Genova e padre della chirurgia dell’obesità riconosciuto a livello mondiale. Con la chirurgia viene limitato l’assorbimento quotidiano dei grassi, in modo da ottenere la riduzione o la scomparsa dei grassi che infiltrano le cellule, le quali, quindi, tornano all’utilizzazione del glucosio come fonte energetica. Ciò porta al ripristino della normale sensibilità all’insulina. I risultati raggiunti indicano con chiarezza che la chirurgia rappresenta il primo strumento concreto per guarire i pazienti affetti da diabete di tipo 2” – anticipa proprio il professor Scopinaro – “sia quelli con semplice soprappeso o obesità lieve, che sono la stragrande maggioranza, sia quelli con obesità grave. E le prime sono più gravi e più a rischio, quindi quelle cui dovrebbe essere data la precedenza per l’intervento. Specie se giovani, per evitare una vita di dipendenza dall’insulina e di complicanze anche molto gravi”.

 

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